Il ciclo biologico

tartufo6

Tartufi e piante e arboree o arbustive devono vivere insieme per generale il prezioso porocarpo. Lo scabio di sostanze avviene a livello radicale per formare le micorrize, formazioni particoli strutturate in modo caratteristico per ogni specie.

Le micorrize sono una specie di tubi formati da più livelli di tubicini chiamati ife che poi a livello tridimensionale diventano intrecciandosi un reticolo. E' attraverso questo legame che la pianta offre al fungo diverse sostanze, ricevendo in cambio principalmente acqua e sali minerali. Dal reticolo si dipartono quindi molte ife, che ramificandosi nel terreno si diffondono alla ricerca di sostanze nutritive.

Le ife nel loro insieme prendono il nome di micelio. A tempo opportuno, ossia quando vengono a crearsi tutte le condizioni ambientali necessarie, alcune ife si intrecciano e danno origine alla formazione del corpo fruttifero, nella cui gleba si differenziano le spore. Proprio le spore, germinando, daranno origine ad un nuovo micelio che sarà in grado, unendosi con i giovani apici delle radici, di formare nuove micorrize. 
A differenza dei funghi epigei che sviluppano corpi fruttiferi al di sopra del terreno, i funghi ipogei non possono sfruttare le correnti d’aria per la dispersione delle spore.
L’evoluzione li ha quindi dotati di un forte odore, percepibile solo al momento della maturazione delle spore, che attira insetti e mammiferi, i quali cibandosi del tartufo, provvedono alla diffusione delle spore.

fashionbnFashion

realestatebn RealEstate

exportbnExport

 

Cideas utilizza i cookie per migliorare la tua esperienza sul sito. Continuando la navigazione autorizzi l'uso dei cookie.